Premio Goffredo Parise per il Reportage 2026
Il Premio Goffredo Parise per il Reportage incontra la Fondazione Parise Fioroni per un’occasione speciale: porte aperte all’atelier di Giosetta Fioroni a Roma.
Un viaggio nel sodalizio umano e artistico tra la “First Lady della Pop Art” e lo scrittore dei Sillabari. Un ponte culturale tra Roma e Treviso nel segno del grande reportage celebrato dal Premio.
Lo studio romano di Giosetta Fioroni, al civico 66 di via San Francesco di Sales, è luogo simbolico di dialogo tra arte, letteratura, giornalismo e memoria, celebrato grazie a una giornata di apertura straordinaria alla stampa che nasce dalla stretta collaborazione tra la Fondazione Goffredo Parise e Giosetta Fioroni, il Premio Goffredo Parise per il Reportage con la sua Scuola di giornalismo e l’associazione culturale NUNC.
Nell’ambito delle iniziative culturali legate al Premio Goffredo Parise per il Reportage, che verrà celebrato il prossimo 16 maggio al Teatro Comunale di Treviso, anticipato dall’evento in Loggia dei Cavalieri con il vincitore del Premio alla Carriera venerdì 15 maggio 2026, l’apertura dell’atelier si inserisce nel percorso di valorizzazione dell’eredità culturale dello scrittore veneto Goffredo Parise (Vicenza, 8 dicembre 1929 – Treviso, 31 agosto 1986). Questo appuntamento, di respiro nazionale, sceglie la Capitale per presentare in conferenza stampa la decima edizione del Premio Goffredo Parise per il Reportage a quarant’anni dalla scomparsa del grande intellettuale.
Figura centrale del giornalismo e della letteratura italiana, Parise è autore di opere fondamentali come Il prete bello, Il padrone e i due celebri Sillabari, nonché raffinato reporter capace di raccontare il mondo attraverso reportage da contesti cruciali della storia internazionale – dalla Cina al Vietnam, dal Biafra al Giappone. Un’eredità che è stata raccolta e continua a essere portata avanti dal Premio a lui intitolato e dalla Scuola di reportage che segue le sue orme.
Il senso più profondo di questa iniziativa è rendere omaggio all’intesa umana e creativa tra Parise e Fioroni, una delle relazioni più fertili della cultura italiana del secondo Novecento.
Entrare nello studio di Giosetta, a pochi passi dal Tevere, significa infatti immergersi in un legame profondo durato oltre vent’anni. È qui che la vicenda artistica di Fioroni e quella letteraria di Goffredo Parise hanno costruito un sodalizio di straordinaria intensità, creando un filo diretto tra la Capitale e l’amata Salgareda e Ponte di Piave, nel Trevigiano. “Caro Goffredo – l’immagine della tua persona eccentrica e solitaria è al centro del mio cuore e della mia memoria”, dice l’artista nelle sue dediche allo scrittore, ricordando quella casa veneta “dove hai scritto i Sillabari e dove abbiamo passato tra i giorni più felici della nostra vita”.
Un intreccio tra arte e vita che si imprime oggi anche nel logo disegnato da Giosetta per il progetto culturale del Premio e della Scuola. Questa iniziativa con la stampa rientra quindi nel percorso di valorizzazione dell’eredità di Parise, figura centrale del Novecento, capace di unire la narrativa dei Sillabari alla precisione del reporter d’inchiesta. Lo studio di Giosetta non è solo un atelier, ma un archivio vivo di questa sintonia. “Caro Goffredo ieri ho avuto l’impressione che tu fossi ‘presente’ seduto vicino a me”, confessa l’artista in un’epistola, sottolineando come l’incontro con lo scrittore sia stato “l’evento centrale e felice” della sua esistenza.
Tra i celebri “Argenti” e i simboli ricorrenti della sua pittura, emerge il riflesso di un amore che è stato continuo scambio intellettuale: la parola di Parise e l’immagine di Fioroni si sono osservate e influenzate reciprocamente, lasciando tracce indelebili in lettere, disegni e ritratti che oggi testimoniano una delle relazioni culturali più significative del secolo scorso.
L’incontro tra Giosetta Fioroni e Goffredo Parise negli anni Sessanta segna l’inizio di un’unione destinata a durare fino alla morte dello scrittore nel 1986 ed è fondata su una profonda sintonia di sensibilità e visione del mondo.
I due condividono la vita quotidiana, prima a Roma e poi nella campagna veneta, dove Parise trascorre gli ultimi anni della sua vita. In questo contesto nasce uno scambio continuo tra parola e immagine: la letteratura di Parise e la pittura di Fioroni dialogano reciprocamente.
La Fondazione Goffredo Parise e Giosetta Fioroni continua a tutelare l’eredità intellettuale e artistica di entrambi, come sottolinea il presidente Davide Servadei: “Presentare nella sede operativa della Fondazione Parise Fioroni a Roma il Premio Goffredo Parise per il Reportage è un momento di grande responsabilità, preziosa condivisione e viva memoria. Parise credeva profondamente nel valore del racconto della realtà, nella capacità del giornalismo di andare nei luoghi, ascoltare le persone e restituire verità. Questo premio nasce grazie al lavoro assiduo dei curatori che ne hanno costruito visione e criteri, e trova forza nella presenza e nel sostegno costante di Giosetta Fioroni che, con la Fondazione, continua a custodire e a far vivere l’eredità umana e ideale di Parise, suo compagno di vita e instancabile testimone del mondo”.
In questo contesto di memoria viva, il Premio Goffredo Parise per il Reportage, giunto alla sua decima edizione e celebrato il prossimo 16 maggio al Teatro Comunale di Treviso, riafferma il ruolo del giornalismo come forma alta di racconto della realtà.
Maria Rosaria Nevola, anima del Premio e ideatrice della Scuola di Reportage, sottolinea la genesi di questo progetto: “Il Premio è nato dalla visione del suo fondatore Antonio Barzaghi, affinché l’esperienza di Parise diventasse un faro per il giornalismo contemporaneo. Barzaghi parlava di ‘amoroso tocco’ per definire quella passione umana che spinge uno scrittore a confondere il proprio sangue con quello degli altri in terre lontane. Con la Scuola di reportage, abbiamo voluto rendere i giovani studenti partecipi della cifra distintiva di Parise: saper guardar lontano, coltivare l’arte del dubbio e rifuggire ogni pensiero irregimentato. In un momento difficile come quello attuale, questi insegnamenti sono preziosi”.
L’apertura dello studio Fioroni celebra dunque non solo il passato, ma un mandato culturale che continua attraverso i giovani reporter, unendo la ricerca della verità alla qualità letteraria e alla sensibilità artistica. Aspetti che sono stati valorizzati in conferenza stampa dagli interventi di Andrea Favaretto, presidente del Premio Goffredo Parise; Alberto Spampinato, presidente di Ossigeno per l’Informazione; Lisa Iotti, giornalista PresaDiretta Rai3 e tutor della Scuola di reportage; Antonio Armano, autore di reportage per diverse testate nazionali quali Il Fatto Quotidiano e Il Sole 24 Ore; Andrea Cortellessa, professore, critico letterario e storico della letteratura italiana – Stefania Moro, assessore alla Cultura di Ponte di Piave.
Conclude Mara Pavan, presidente dell’associazione culturale NUNC: “Per garantire la continuità del Premio e della Scuola Goffredo Parise abbiamo assunto la gestione di questo progetto culturale, una realtà che negli anni ha costruito autorevolezza e qualità. Quest’anno abbiamo reso possibili alcune novità, a partire dalla conferenza stampa evento a Roma in Fondazione Parise Fioroni e il talk alla Loggia dei Cavalieri di Treviso con il vincitore del Premio alla carriera, pensato per aprire il reportage alla cittadinanza. Oggi lavoriamo per consolidarne e svilupparne programmazione, organizzazione e visibilità, il tutto in stretta collaborazione con Maria Rosaria Nevola, cofondatrice del Premio e fondatrice della Scuola di Reportage, cui resta saldamente affidata la direzione artistica”.
Fonte Ufficio Stampa
Premio e Scuola Goffredo Parise per il Reportage
Roma, 25 marzo 2026








